The Malian box



The Italian 'exercise' below, was written beforehand. Naturally the situation in Mali and Algeria has since evolved, hopefully for the better. At least this is the consensus expressed by French TV news, although there still seems to be conflicting reports, tragic consequences and general confusion.

If all then is 'reasonably under control,' it could be that the reservations expressed here are ill-founded. I could be accused of rocking the bateau, or of trying to find fault, at a time when stoic solidarity and stiff upper lips should prevail.

There are however paradoxes and incoherences that in my view deserve to be alluded to. For example, why was F. Hollande so intent on withdrawing the French troops from Afghanistan (where, alongside of other Nato forces, they were fighting Islamic extremists) to finally commit French troops (without the participation of Nato forces) to fight Islamic extremists in Mali?
What made the French President suddenly change his mind after adamantly refusing to commit French troops in Africa, according to his declaration last month?

On the other hand, despite the delay in making this engagement, one might argue that this is the first correct action that F. Hollande has performed since his being elected.

Admitting then that in principle F. Hollande had no other choice than to respond positively to an ex-colony's call for help, why make such references here to Pandora's box (or, for the Greeks and Italians, the more correct term 'vase')?

We are informed that the attack against the Algerian gas plant and the holding of foreign hostages were made by Libyan, Algerian and one or two European extremists. The motive was to punish the Algerian authorities for opening their airspace to French military aircraft bound for Mali. This clearly underlines the joint international objectives of Islamic estremists, as well as the tight co-ordination and co-operation between them.

Remarking on the Algerian drama, the French President feels that in view of this, the French intervention in Mali was all the more justified. However it's likely that the families of the hostage victims of the extremists' attack and the Algerian authorities' unequivocal reaction, might not see things quite the same way.

Biologists inform us that parasite insects invariably attack trees that are in ill health. It's a natural phenomenon. International jihadists will also try to take advantage of political and economical instability whenever and wherever it occurs. There is still a considerable amount of instability in various parts of the world, certainly in various regions of Africa, especially North Africa. 

One might then ask the question, could Monsieur Hollande have inadvertently opened, wider than ever, Pandora's box in Africa, thereby contributing to create another epicentre of international terrorism? Are we about to witness an infernal enlargement of the vortex drawing the world's jihadists to the most critical regions of central and northen Africa? Let's hope not.
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Come candidato delle elezioni presidenziali uno degli impegni qualificanti di F. Hollande era che non ci sarebbero più state truppe francesi in Afganistan alla fine dell'anno 2012.
 A proposto dell'Africa Hollande diceva nel dicembre 2012 che non ci sarà alcun intervento militare francese nella regione. "Ce temps là est fini." (Francia/Africa).
Benché ci siano tuttora alcuni soldati francesi in Afganistan, ci si può chiedere che cosa differenzia gli estremisti islamici in Afganistan da quelli in Mali. E che cosa è accaduto per far sì che F. Hollande abbia cambiato parere a proposto del Mali?

In linea di principio, malgrado ciò che sembra un comportamento incoerente e paradossale, il Presidente francese ha ragione nel rispondere alla richiesta di un intervento armato in Mali. Ma forse Monsieur Hollande è caduto dalla padella alla brace. Almeno in Afghanistan la Francia combatteva accanto alla NATO. In Mali la Francia è relativamente sola.
Si potrebbe dire comunque che l'impegno di guerra di Monsieur Hollande in Mali contro i ribelli islamisti è la prima cosa buona che il Presidente francese ha fatto da quando è stato eletto. Anche se i comunisti e gli 'ecologisti' sono contro questa decisione, ma un tale atteggiamento da parte loro era naturalmente da preventivare.

Come la guerra in Afganistan, sappiamo che questa non è una guerra nazionale. C'è anche un pericolo che la Francia, nel suo slancio legittimo a rispondere alla richiesta di aiuto da parte di un'antica colonia, (e malgrado gli ostaggi francesi catturati, e il loro destino) abbia aperto sempre più un vaso di Pandora africano.

Ecco anche la ragione per cui l'Europa dovrebbe dimostrare senza ambiguità una vera solidarietà. Per far sapere che coloro che contano di colpire la Francia, colpiranno l'Europa intera.

La dichiarazione ufficiale del governo francese è che la Francia ha un solo obiettivo : assicurarsi che quando lasceranno il paese dopo l'incursione, il Mali sarà sicuro, avrà le sue autorità legittime, un processo elettorale, e non ci saranno più terroristi che minacciano il suo territorio.

Ma ci sono altre opinioni a proposto di questo bello slancio francese. Quella più evidente è che Monsieur Hollande aveva un bisogno urgente di fermare la caduta libera nei sondaggi francesi. Tanto è vero che dopo l'intervento i sondaggi dicono che la popolarità del Presidente è cresciuta.
Per la maggioranza della gente non c'è nulla che sia più efficace, per ritrovare la popolarità perduta di un capo di Stato, di una bella guerra.

Ma secondo Global Research il vero motivo è forse meno glorioso, ma comunque abbastanza sensato. Il Mali non è per nulla un paese povero, e sappiamo bene che Monsieur Hollande è un famoso calcolatore. Nel mondo di oggi nulla è gratuito, e la situazione economica attuale della Francia non le permette in nessun modo di fare regali a chicchessia.
Se l'opinione di Global Research riflette la verità, quindi senza troppi pregiudizi, a maggior ragione gli altri paesi europei offriranno i loro servizi.

Certo, sarebbe bello credere che Monsieur Hollande comincia a fare le cose per bene, senza alcun secondo fine. In ogni caso, in linea di principio, non credo che la Francia avesse altra scelta.

Tuttavia il tempo rivelerà se l'impegno della Francia è stato davvero opportuno, perché quel vaso di Pandora è decisamente da temere. Potrebbe traboccare dovunque nella regione ed anche altrove.
Già mentre sto scrivendo (16/1/2013) un sito di gas in Algeria è stato attaccato e ci sono molti ostaggi internazionali. [Da quest'attentato centinaia di ostaggi sono stati liberati dall'esercito algerino. Altri sono morti durante gli attacchi degli aerei algerini].

L'eventuale gratitudine del Mali è una cosa, ma occorre prima vincere la guerra. L'epicentro del jihad era l'Afganistan. Dovremmo credere che l'Africa del Nord sia il successivo? Stiamo vedendo lo sviluppo di un nuovo vortice esplosivo di terrorismo islamico? Speriamo di no.
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Text and caricature © Mirino, with many thanks to Rob for editing my Italian effort. 
January, 2013

3 comments:

Saamaya Saam said...

Mi sta particolarmente a cuore il Mali che considero uno dei più bei paesi del mondo, offeso nella sua tradizione di grandeur e di impareggiabile dignità, da questa occupazione subdola dei jihadisti che hanno imposto la legge islamica ad un popolo libero e fiero. sono sempre stata contraria agli interventi bellici provenienti dall'estero, con evidenti risvolti di beneficio economico e di sfruttamento... ma qua, al contrario, è da mesi che auspicavo un intervento di LIBERAZIONE. Il Mali, paese privo di ricchezze inebrianti per le grandi potenze, è stato lasciato solo: dal suo stesso governo, innanzitutto, creando una separazione tra NORD, occupato, ed il resto del paese che continuava a condurre un'esistenza serena. dimenticato dalla CEDEAO che, fino ad oggi ha esitato, avendo paura di ferire e di portarsi quegli stessi nemici in casa. dimenticato dagli ex-amici francesi che hanno sfruttato la colonia ma che si son lavati le mani quando hanno sentito odore di Al Qaeda.
I Maliani non avrebbero voluto forze europee, ma la CEDEAO non s'è sentita sufficientemente protetta a intervenire da sola.
Ho molti amici là e tremo, ogni giorno.
Io oggi, almeno, sono contenta che non siano soli e che si parli del dramma del Mali. Ma la mia coscienza è lacerata, all'appello dei nuovi morti.

Grazie Mirino, per averne parlato pure tu.

Mirino said...

Grazie Saamaya.
Credo anch'io che il Presidente francese avesse ragione nel intervenir in Mali. Si potrebbe dire che in linea di principio non avesse altra scelta. Ci sono tuttavia incoerenze nel suo comportamento a volte sconcertanti che sollevano sospetti.

Si dice che il Mali non è un paese povero. E la situazione della Francia non permette affatto a Monsieur Hollande da fare regali, anche se aveva bisogno di fare qualcosa importante per ritrovare un po' della sua popolarità perduta in Francia.

Ma malgrado il fatto che quest'intervento è incontestabilmente giustificato, temo che l'impegno della Francia possa scatenare una reazione ancora più importante da parte di al Qaida che sembra generalmente attendere tali pretesti. Spero realmente che io abbia torto da pensare così.

Mirino said...

The French President announced yesterday that France (F. Hollande) will remain in Mali 'le temps nécessaire pour vaincre le terrorisme'. (the time it takes to conquer terrorism).
Considering that the 'terrorisme' he is referring to (whilst carefully avoiding to use terms such as 'Islamic extremism') or 'jihadism') is international, it would be a considerable accomplishment indeed for France to succeed virtually single-handedly in conquering International terrorism anywhere.
One returns to the obvious question, why France (F. Hollande) chose not to remain in Afghanistan for the time it takes to conquer terrorisme there?